3. Livelli di SWAP

Le pagine di dati private sono inizialmente o pagine copy-on-write o pagine zero-fill. Quando avviene un cambiamento, e dunque una copia, l'oggetto di copia originale (in genere un file) non può più essere utilizzato per salvare la copia quando il sistema della VM ha bisogno di riutilizzarla per altri scopi. A questo punto entra in gioco lo SWAP. Lo SWAP viene allocato per creare spazio dove salvare memoria che altrimenti non sarebbe disponibile. FreeBSD alloca la struttura di gestione di un Oggetto VM solo quando è veramente necessario. Ad ogni modo, la struttura di gestione dello swap ha avuto storicamente dei problemi.

Su FreeBSD 3.X la gestione della struttura di swap prealloca un array che contiene l'intero oggetto che necessita di subire swap—anche se solo poche pagine di quell'oggetto sono effettivamente swappate questo crea una frammentazione della memoria del kernel quando vengono mappati oggetti grandi, o processi con grandi dimensioni all'esecuzione (large runsizes, RSS). Inoltre, per poter tenere traccia dello spazio di swap, viene mantenuta una «lista dei buchi» nella memoria del kernel, ed anche questa tende ad essere pesantemente frammentata. Poiché la «lista dei buchi» è una lista lineare, l'allocazione di swap e la liberazione hanno prestazioni non ottimali O(n) per ogni pagina. Questo richiede anche che avvengano allocazioni di memoria durante il processo di liberazione dello swap, e questo crea problemi di deadlock, blocchi senza uscita, dovuti a scarsa memoria. Il problema è ancor più esacerbato dai buchi creati a causa dell'algoritmo di interleaving. Inoltre il blocco di swap può divenire frammentato molto facilmente causando un'allocazione non contigua. Anche la memoria del Kernel deve essere allocata al volo per le strutture aggiuntive di gestione dello swap quando avviene uno swapout. È evidente che c'era molto spazio per dei miglioramenti.

Per FreeBSD 4.X, ho completamente riscritto il sottosistema di swap. Con questa riscrittura, le strutture di gestione dello swap vengono allocate attraverso una tabella di hash invece che con un array lineare fornendo una dimensione di allocazione fissata e una granularità molto maggiore. Invece di usare una lista lineare collegata per tenere traccia delle riserve di spazio di swap, essa usa una mappa di bit di blocchi di swap organizzata in una struttura ad albero radicato con riferimenti allo spazio libero nelle strutture nei nodi dell'albero. Ciò rende in effetti l'operazione di allocazione e liberazione delle risorse un'operazione O(1). L'intera mappa di bit dell'albero radicato viene anche preallocata in modo da evitare l'allocazione di memoria kernel durante le operazioni di swap critiche nei momenti in cui la memoria disponibile è ridotta. Dopo tutto, il sistema tende a fare uso dello swap quando ha poca memoria quindi dovremmo evitare di allocare memoria per il kernel in quei momenti per poter evitare potenziali deadlock. Infine, per ridurre la frammentazione l'albero radicato è in grado di allocare grandi spezzoni contigui in una volta, saltando i pezzetti frammentati. Non ho ancora compiuto il passo finale di avere un «puntatore di supportoall'allocazione» che scorra su una porzione di swap nel momento in cui vengano effettuate delle allocazioni, in modo da garantire ancor di più le allocazioni contigue o almeno una località nel riferimento, ma ho assicurato che un'aggiunta simile possa essere effettuata.

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